Codice Etico

1. PREMESSE

Il Codice Etico (di seguito il “Codice”) ha lo scopo di introdurre, e rendere vincolanti in Sipafer S.p.A. (di seguito la “Società”), i principi e le regole di comportamento rilevanti ai fini della ragionevole prevenzione dei reati indicati nel D.Lgs. n. 231/2001. Il Codice è stato approvato dal CdA, in data 09/12/2015 e costituisce documento ufficiale della Società. Esso è rivolto a: amministratori, dipendenti, consulenti, collaboratori, agenti, procuratori, terzi che, per conto della Società, entrino in contatto direttamente o indirettamente con la Pubblica Amministrazione e/o con Pubblici Ufficiali/Incaricati di Pubblico Servizio, italiani o esteri, anche soltanto occasionalmente, sia in Italia che all’estero (quest’ultimi di seguito complessivamente denominati per semplicità la “Pubblica Amministrazione” o “P.A.”) o comunque svolgano attività nell’interesse e/o a vantaggio della Società.

2. VALORI

La Società intende assicurarsi che i propri dipendenti, i soggetti posti in posizione apicale nonché tutti coloro che agiscono per conto della Società nei rapporti con la Pubblica Amministrazione, italiana ed estera, non commettano reati che possano non solo screditare l’immagine della Società stessa, ma anche comportare l’applicazione di una delle sanzioni pecuniarie e/o interdittive previste dal D. Lgs. n. 231/2001. A tal fine, la Società ha inteso adottare il presente Codice Etico, volto ad introdurre un sistema di principi che dovranno ispirare il comportamento di tutti i soggetti appartenenti alla Società o che agiscono per suo conto nei rapporti con le Pubbliche Amministrazioni italiane o estere o loro rappresentanti, sia in Italia che all’estero. Il Codice si innesta in un più ampio progetto finalizzato ad attribuire un’identità etica alla Società, esplicitando i valori che la Società vuole rispettati in tutti i comportamenti posti in essere dai propri componenti. In tal senso il Codice costituisce un ulteriore e concreto passo in avanti per la realizzazione di un processo di moralizzazione della logica del profitto verso cui questa Società intende autenticamente indirizzarsi. Infatti, in considerazione della crescente necessità di correttezza negli affari che sta caratterizzando l’attuale momento storico e di cui il Decreto costituisce un chiaro esempio, la Società ritiene fondamentale inviare un chiaro messaggio in tal senso a tutti i soggetti che la compongono ed a tutti quelli con i quali questi vengano in contatto in occasione della loro attività lavorativa. E’ in virtù di tale proponimento che la Società intende riaffermare con grande forza che la correttezza, la riservatezza e la liceità nel lavoro e negli affari costituiscono e costituiranno sempre un valore imprescindibile di questa Società.

3. CHE COSA DISPONE IL D.LGS. N. 231/2001

Il Decreto prevede che la Società sia responsabile per i reati commessi nel suo interesse o vantaggio dalle persone che rivestono funzioni di rappresentanza, amministrazione o direzione della Società e dalle persone sottoposte alla direzione o vigilanza di uno dei citati soggetti. La Società è esonerata da responsabilità per i reati commessi dai soggetti sopra indicati se dimostra, tra l’altro, di avere:  adottato ed efficacemente attuato un modello organizzativo e di gestione idoneo a prevenire i reati della specie di quello verificatosi;  affidato ad un Organismo dell’Ente il compito di vigilare sul funzionamento e l’osservanza dei suddetti modelli. Le sanzioni previste per la società, qualora non sia in grado di provare quanto sopra esposto, sono le seguenti:  Pecuniarie: da un minimo di € 25.823 ad un massimo di € 1.549.371.  Interdittive;  Interdizione dall’esercizio dell’attività;  Sospensione o revoca delle autorizzazioni, licenze o concessioni funzionali alla commissione dell’illecito;  Divieto di contrarre con la Pubblica Amministrazione;  Esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi;  Divieto di pubblicizzare beni o servizi;  Confisca del prezzo o del profitto del reato;  Pubblicazione della sentenza di condanna. La responsabilità dell’ente si aggiunge a quella delle persone fisiche che materialmente hanno commesso l’illecito. Con riferimento alle fattispecie di reato presupposto previste dal D. Lgs. 231/2001 si rinvia all’Allegato n. 1 “Elenco reati”.

4. CHE COSA È UN MODELLO DI ORGANIZZAZIONE E DI GESTIONE

Il Modello di organizzazione e gestione è un complesso di regole, strumenti e condotte, costruito sull’evento reato, funzionale a dotare la Società di un efficace sistema organizzativo e di gestione ragionevolmente idoneo ad individuare e prevenire le condotte penalmente rilevanti poste in essere dall’ente stesso o dai soggetti sottoposti alla sua direzione e/o vigilanza. Il Modello si compone dei seguenti elementi:  Codice Etico;  Procedure e protocolli per la formazione/attuazione delle decisioni;  Organismo di Vigilanza;  Sistema disciplinare interno.

5. PRINCIPI

5.1 PRINCIPI GENERALI

PRINCIPIO 1 Rispetto del Codice Etico

La Società ispira la propria attività ai principi contenuti nel presente Codice.

PRINCIPIO 2 Rispetto di leggi e regolamenti

La Società ha come principio imprescindibile il rispetto di leggi e regolamenti vigenti in tutti i Paesi in cui essa opera, a cui dovranno attenersi gli Organi sociali ed i loro componenti, i dipendenti, nonché i consulenti, collaboratori, agenti, procuratori e, in genere, tutti i terzi che agiscono direttamente o indirettamente per conto della Società con la Pubblica Amministrazione italiana ed estera.

PRINCIPIO 3 Rispetto delle procedure

Gli Organi sociali ed i loro componenti, i dipendenti, e comunque i consulenti ed i terzi in genere che, in funzione della loro autorità, sono strutturalmente inseriti in azienda, sono tenuti al rispetto delle procedure operative aziendali.

5.2 PRINCIPI E REGOLE DI CONDOTTA NEI RAPPORTI CON LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

PRINCIPIO 5 Rispetto dell’imparzialità e buon andamento della P.A.

Gli Organi sociali ed i loro componenti, i dipendenti, gli agenti, i consulenti e collaboratori, gli agenti, i procuratori ed, in genere, tutti i soggetti terzi che agiscono per conto della Società medesima nei rapporti con la Pubblica Amministrazione, italiana o straniera, ispirano ed adeguano la propria condotta al rispetto dell’imparzialità e del buon andamento cui è tenuta la Pubblica Amministrazione. I contatti con la Pubblica amministrazione, italiana o straniera, sono limitati a chi è specificatamente e formalmente incaricato dalla Società di trattare o di avere contatti con tali amministrazioni, funzionari pubblici, enti organizzazioni e/o istituzioni.

PRINCIPIO 6 Offerta di denaro, omaggi o altre utilità

La Società condanna qualsiasi comportamento, per suo conto posto in essere dagli Organi sociali e loro componenti, o dai dipendenti della Società, ovvero da tutti i soggetti terzi che agiscono per conto della Società medesima, consistente nel promettere od offrire, direttamente od indirettamente - anche nell’ambito della normale attività di vendita e promozione dei prodotti - denaro, servizi, prestazioni od altre utilità a Pubblici Ufficiali e/o Incaricati di Pubblico Servizio italiani o esteri, o loro parenti, da cui possa conseguirne per la Società un indebito o un illecito interesse o vantaggio, salvo che si tratti di doni o altre utilità di modico valore e, in ogni caso, rientranti negli usi, costumi o attività legittimi.

PRINCIPIO 7 Influenza sulle decisioni della P.A.

Le persone incaricate dalla Società di seguire una qualsiasi trattativa d’affari, richiesta o rapporto con la P.A. italiana e/o straniera, non devono per alcuna ragione cercare di influenzare illecitamente le decisioni dei Pubblici Ufficiali o Incaricati di Pubblico Servizio che trattano e che prendono decisioni per conto della P.A. italiana o straniera. Nel corso di una trattativa d’affari, richiesta o rapporto commerciale con Pubblici Ufficiali e/o Incaricati di Pubblico Servizio, italiani o esteri, non possono essere intraprese – direttamente o indirettamente – le seguenti azioni: - proporre - in qualsiasi modo - opportunità di impiego e/o commerciali che possano avvantaggiare i Pubblici Ufficiali e/o gli Incaricati di Pubblico Servizio a titolo personale o per interposta persona; - offrire in alcun modo denaro o altra utilità; - compiere qualsiasi altro atto volto a indurre i Pubblici Ufficiali italiani o stranieri a fare o ad omettere di fare qualcosa in violazione delle leggi dell’ordinamento cui appartengono;

PRINCIPIO 8 Rapporti di lavoro con la P.A.

E’ proibito intrattenere rapporti di lavoro dipendente e consulenze con impiegati della P.A. o assumere ex impiegati (loro parenti o persone da loro segnalate) della P.A., italiana o estera, che, a motivo delle loro funzioni istituzionali, partecipino o abbiano partecipato personalmente ed attivamente a trattative d’affari o avallato richieste effettuate dalla Società alla P.A., italiana o straniera, salvo che detti rapporti non siano stati preliminarmente ed adeguatamente dichiarati alla Funzione responsabile del Recruiting e valutati dall’Organismo di Vigilanza prima di procedere all’eventuale assunzione. La valutazione del personale da assumere è effettuata in base alla corrispondenza dei profili dei candidati e delle loro specifiche competenze, rispetto a quanto atteso ed alle esigenze aziendali così come risultano dalla richiesta avanzata dalla funzione aziendale richiedente e, sempre, nel rispetto delle pari opportunità per tutti i soggetti interessati. La Funzione responsabile del Recruiting, nei limiti delle informazioni disponibili, adotta opportune misure per evitare favoritismi o forme di clientelismo nelle fasi di selezione e assunzione.

PRINCIPIO 9 Gestione dei finanziamenti e dei contributi della P.A.

Deve essere rispettato il vincolo di destinazione di contributi, sovvenzioni o finanziamenti destinati a favorire iniziative dirette alla realizzazione di opere od allo svolgimento di attività di pubblico interesse, ottenuti dallo Stato o da altro ente pubblico o dalle Comunità Europee, anche se di modico valore e/o importo.

PRINCIPIO 10 Richiesta di finanziamenti e contributi alla P.A.

La Società condanna qualsiasi comportamento volto ad ottenere, da parte dello Stato, delle Comunità europee o di altro ente pubblico, qualsiasi tipo di contributo, finanziamento, mutuo agevolato o altra erogazione dello stesso tipo, per mezzo di dichiarazioni e/o documenti alterati o falsificati, ovvero mediante l’omissione di informazioni dovute o, più genericamente, per il tramite di artifici o raggiri, compresi quelli realizzati per mezzo di un sistema informatico o telematico, volti ad indurre in errore l’ente erogatore.

PRINCIPIO 11 Conflitto di interessi in rapporti con la P.A.

I soggetti terzi che operano per conto della Società hanno l’obbligo di astenersi dall’intrattenere rapporti con la Pubblica Amministrazione, italiana o estera, in ogni caso in cui sussistano situazioni di conflitto d’interesse. La Società non potrà farsi rappresentare nei rapporti con la Pubblica Amministrazione, italiana o estera, da soggetti terzi in riconosciuta posizione di conflitto d’interesse, salvo che detta situazione non sia stata, in via preliminare, adeguatamente dichiarata all’Organismo di Vigilanza e da quest’ultimo valutata in ordine alla possibilità di conferire il suddetto potere di rappresentanza.

PRINCIPIO 12 Relazioni con l’Autorità Giudiziaria

La Società opera in modo lecito e corretto, collaborando con l'Autorità Giudiziaria e gli Organi dalla stessa delegati. Nell’ambito degli eventuali contenziosi in essere, l’attività svolta per la gestione degli stessi dovrà essere improntata ai principi di legalità, correttezza, trasparenza ed a tutti gli altri principi etici definiti nel Codice.

5.3 PRINCIPI RELATIVI AI CRIMINI INFORMATICI

PRINCIPIO 13 Gestione di sistemi informatici

La Società condanna qualsiasi comportamento consistente nell’alterazione del funzionamento di un sistema informatico o telematico ovvero nell’accesso senza diritto a dati, informazioni o programmi ivi contenuti, finalizzato a procurare alla Società un ingiusto profitto a danno dello Stato e di terzi. La Società condanna, altresì, ogni possibile comportamento, sia dei soggetti che rivestono un ruolo apicale che subordinato, che possa anche solo indirettamente agevolare la realizzazione dei crimini informatici; a tal fine la Società si impegna ad attivare tutte le modalità di controllo preventivo e successivo necessarie allo scopo. 5.4 PRINCIPI DELL’ORGANIZZAZIONE

PRINCIPIO 14 Operazioni e transazioni

Ogni operazione e/o transazione, intesa nel senso più ampio del termine, deve essere legittima, autorizzata, coerente, congrua, documentata, registrata e verificabile nell’arco di dieci anni. Le procedure che regolano le operazioni devono consentire la possibilità di effettuare controlli sulle caratteristiche della transazione, sulle motivazioni che ne hanno consentito l’esecuzione, sulle autorizzazioni allo svolgimento, sull’esecuzione dell’operazione medesima. Ogni soggetto che effettui operazioni e/o transazioni aventi ad oggetto somme di denaro, beni o altre utilità economicamente valutabili, appartenenti alla Società, deve agire dietro autorizzazione e fornire a richiesta ogni valida evidenza per la sua verifica in ogni tempo. Ciascuna funzione aziendale è responsabile della veridicità, autenticità ed originalità della documentazione prodotta e delle informazioni rese nello svolgimento dell’attività di propria competenza.

PRINCIPIO 15 Acquisti di beni e servizi ed affidamento di consulenze esterne

I dipendenti ed i soggetti che effettuano qualsiasi acquisto di beni e/o servizi, incluse anche le consulenze esterne, per conto della Società, devono agire nel rispetto dei principi di correttezza, economicità, qualità e liceità ed operare con la diligenza del buon padre di famiglia.

PRINCIPIO 16 Incassi e pagamenti

Gli incassi e i pagamenti devono essere effettuati, salvo casi eccezionali per giusti e comprovati motivi che devono comunque essere preventivamente autorizzati, attraverso sistemi tracciabili quali rimesse bancarie e/o assegni bancari non trasferibili o circolari e carte di credito. Gli incassi ed i pagamenti effettuati tramite denaro contante devono essere sempre documentati.

PRINCIPIO 17 Selezione del personale

La selezione del personale da assumere è effettuata in base alla corrispondenza dei profili dei candidati e delle loro specifiche competenze, rispetto a quanto atteso ed alle esigenze aziendali così come risultano dalla richiesta avanzata dalla funzione richiedente e, sempre, nel rispetto delle pari opportunità per tutti i soggetti interessati. Le informazioni richieste sono strettamente collegate alla verifica degli aspetti previsti dal profilo professionale e attitudinale, nel rispetto della sfera privata e delle opinioni del candidato. La Direzione del Personale, nei limiti delle informazioni disponibili, adotta opportune misure per evitare favoritismi, nepotismi o forme di clientelismo nelle fasi di selezione e assunzione. La Società si impegna, altresì, al rigoroso rispetto di tutte le leggi e regolamenti in tema di tutela del lavoro e contro forme di lavoro irregolare o di immigrazione clandestina. In particolare, è fatto assoluto divieto di impiegare lavoratori stranieri del tutto privi di permesso di soggiorno o con un permesso revocato o scaduto, del quale non sia stata presentata domanda di rinnovo documentata dalla relativa ricevuta postale.

PRINCIPIO 18 Valutazione del Personale

La Società si impegna a fare in modo che nella propria organizzazione aziendale gli obiettivi annuali prefissati, sia generali che individuali dei dirigenti e dei dipendenti, siano tali da non indurre a comportamenti illeciti e siano, invece, focalizzati su di un risultato possibile, specifico, concreto, misurabile e relazionato con il tempo previsto per il loro raggiungimento. Eventuali situazioni di difficoltà o di conflitto con il suddetto principio dovranno essere da chiunque segnalate tempestivamente all’Organismo di Vigilanza affinché provveda a porre in essere le eventuali azioni correttive.

PRINCIPIO 19 Attività finalizzate al terrorismo e all’eversione dell’ordine democratico

La Società condanna l’utilizzo delle proprie risorse per il finanziamento ed il compimento di qualsiasi attività destinata al raggiungimento di obiettivi terroristici o di eversione dell’ordine democratico, e richiede, altresì, il rispetto della suddetta normativa, delle disposizioni interne impartite e dei principi deontologici adottati. In particolare, la Società provvede ad introdurre misure idonee a garantire che, anche nei rapporti con consulenti, fornitori, partner commerciali e terzi, le proprie risorse finanziarie non vengano utilizzate per le citate finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico.

PRINCIPIO 20 Tutela della personalità individuale

Nell’ambito della normativa vigente, la Società si impegna ad adottare le misure di controllo e di vigilanza più opportune al fine di prevenire ogni possibile comportamento finalizzato alla commissione di delitti contro la personalità individuale, e richiede, altresì, il rispetto della suddetta normativa, delle disposizioni interne impartite e dei principi deontologici adottati.

PRINCIPIO 21 Tutela della salute e della sicurezza sul luogo di lavoro

Nell’ambito della normativa vigente in materia di tutela della salute e della sicurezza sul luogo di lavoro, la Società si impegna ad adottare tutte le misure necessarie per tutelare l’integrità fisica e morale dei propri lavoratori e richiede altresì, ai lavoratori medesimi, il rispetto della suddetta normativa, delle disposizioni interne impartite e dei principi deontologici adottati. In particolare, la Società si impegna affinché: a. il rispetto della legislazione vigente in materia di salute e sicurezza dei lavoratori sia considerato una priorità; b. i rischi per i lavoratori siano, per quanto possibile e garantito dall’evoluzione della miglior tecnica, evitati anche scegliendo i materiali e le apparecchiature più adeguate e meno pericolose e tali da mitigare i rischi alla fonte; c. i rischi non evitabili siano correttamente valutati e idoneamente mitigati attraverso le appropriate misure di sicurezza collettive e individuali; d. l’informazione e formazione dei lavoratori sia diffusa, aggiornata e specifica con riferimento alla mansione svolta; e. sia garantita la consultazione dei lavoratori in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro; f. si faccia fronte con rapidità ed efficacia ad eventuali necessità o non conformità in materia di sicurezza emerse nel corso delle attività lavorative o nel corso di verifiche ed ispezioni; g. l’organizzazione del lavoro e gli aspetti operativi dello stesso siano realizzati in modo da salvaguardare la salute dei lavoratori, dei terzi e della comunità in cui la Società opera. Tali principi sono utilizzati dalla Società per prendere le misure necessarie per la protezione della sicurezza e salute dei lavoratori, comprese le attività di prevenzione dei rischi professionali, d’informazione e formazione, nonché l’approntamento di un’organizzazione e dei mezzi necessari.

PRINCIPIO 22 Uso di banconote, carte di pubblico credito, valori di bollo

La Società, sensibile all’esigenza di assicurare correttezza e trasparenza nella conduzione degli affari, esige che i Destinatari rispettino la normativa vigente in materia di utilizzo e circolazione di monete, carte di pubblico credito e valori di bollo, e pertanto sanziona severamente qualunque comportamento volto all’illecito utilizzo nonché alla circolazione di carte di credito, valori di bollo, monete e banconote false. Qualsiasi soggetto riconducibile alla Società che riceva in pagamento banconote o monete o carte di credito è tenuto a verificarne la conformità ed i requisiti previsti dalla legge e, se false, ad informare il proprio superiore gerarchico o l’Organismo di Vigilanza, affinché provveda alle opportune denunce

5.5 PRINCIPI RELATIVI AGLI ILLECITI PREVISTI DALL’ART. 25 OCTIES DEL D.LGS. 231/2001

PRINCIPIO 22

La Società condanna qualsiasi comportamento, sia dei soggetti che rivestono un ruolo apicale che subordinato, che possa anche solo indirettamente agevolare la realizzazione di fattispecie delittuose quali la ricettazione, il riciclaggio o l’impiego di denaro, beni o altre utilità di provenienza illecita; a tal fine la Società si impegna ad attivare tutte le modalità di controllo preventivo e successivo necessarie allo scopo.

5.6 PRINCIPI RELATIVI AGLI ILLECITI SOCIETARI

PRINCIPIO 23 Gestione dei dati e delle informazioni contabili, patrimoniali e finanziarie della Società

La Società condanna qualsiasi comportamento da chiunque posto in essere volto ad alterare la correttezza e la veridicità dei dati e delle informazioni contenute nei bilanci, nelle relazioni o nelle altre comunicazioni sociali previste per legge, dirette ai soci, al pubblico e alla società che effettua la revisione contabile. Tutti i soggetti chiamati alla formazione dei suddetti atti sono tenuti a verificare, con la dovuta diligenza, la correttezza dei dati e delle informazioni che saranno poi recepite per la redazione degli atti sopra indicati; Tutte le poste di bilancio, la cui determinazione e quantificazione presuppone valutazioni discrezionali delle Funzioni preposte, devono essere supportate da scelte legittime e da idonea documentazione; Ai fini della corretta tenuta di tutta la documentazione concernente la situazione economica, patrimoniale e finanziaria della Società, quest’ultima richiede il rispetto delle prescrizioni della normativa vigente in materia e delle prescrizioni interne.

PRINCIPIO 24 Rapporti con gli Organi di controllo della Società

La Società esige che gli Amministratori, i Responsabili delle Funzioni ed i dipendenti, tengano una condotta corretta e trasparente nello svolgimento delle loro funzioni, soprattutto in relazione a qualsiasi richiesta avanzata da parte dei soci, del collegio sindacale, dell’Organismo di Vigilanza, degli altri organi sociali e degli organi di revisione nell’esercizio delle loro rispettive funzioni istituzionali.

PRINCIPIO 25 Tutela del patrimonio della Società

E’ vietato porre in essere qualsiasi comportamento da parte degli Amministratori della Società, volto a cagionare una lesione all’integrità del patrimonio sociale.

PRINCIPIO 26 Tutela dei creditori della Società

Gli Amministratori non devono effettuare riduzioni del capitale sociale o fusioni con altra società o scissioni allo scopo di cagionare un danno ai creditori.

PRINCIPIO 27 Influenza sull’Assemblea dei Soci

E’ vietato compiere qualsiasi atto, simulato o fraudolento, diretto a influenzare la volontà dei componenti l’Assemblea dei Soci per ottenere l’irregolare formazione di una maggioranza e/o una deliberazione differente da quella che diversamente sarebbe stata assunta.

PRINCIPIO 28 Diffusione di notizie false

E’ vietato diffondere notizie false sia all’interno che all’esterno della Società, concernenti la Società stessa, i suoi dipendenti, i collaboratori ed i terzi che per essa operano. Con riguardo all’utilizzo di informazioni riservate relative alla Società, acquisite durante lo svolgimento della propria attività lavorativa, la Società richiede il pieno rispetto della normativa vigente in materia.

PRINCIPIO 29 Rapporti con Autorità di Pubblica Vigilanza

In occasioni di verifiche e di ispezioni da parte delle Autorità pubbliche competenti, gli Organi sociali ed i loro componenti, i dipendenti della Società, i consulenti, collaboratori, agenti, procuratori e terzi che agiscono per conto della Società, devono mantenere un atteggiamento di massima disponibilità e di collaborazione nei confronti degli organi ispettivi e di controllo. E’ vietato ostacolare, in qualunque modo, le funzioni delle Autorità pubbliche di vigilanza che entrino in contatto con la Società per via delle loro funzioni istituzionali.

PRINCIPIO 30 Rapporti con Operatori Bancari

Nell’ambito dei rapporti con gli operatori bancari l’attività della Società si deve conformare ai seguenti principi di controllo: - rispetto dei ruoli e delle responsabilità definiti dall’organigramma aziendale, e dal sistema autorizzativo con riferimento alla gestione dei rapporti con gli operatori finanziari/bancari; - correttezza e trasparenza nei rapporti con le Istituzioni bancarie, nel rispetto dei principi di corretta gestione e trasparenza; - integrità, imparzialità e indipendenza, non influenzando impropriamente le decisioni della controparte e non richiedendo trattamenti di favore (divieto di promettere, erogare o ricevere favori, somme e benefici di qualsivoglia natura); - completezza, accuratezza e veridicità di tutte le informazioni ed i dati trasmessi alle istituzioni bancarie.

5.7 PRINCIPI E REGOLE DI CONDOTTA IN TEMA DI CONTRASTO ALLA CORRUZIONE TRA PRIVATI

PRINCIPIO 30 Rapporti tra privati

Ogni dipendente è tenuto a relazionarsi lealmente con tutte le sue controparti e, in particolare, con clienti, fornitori e collaboratori esterni. In particolare, è fatto espresso divieto a tutti i Destinatari di:  trarre vantaggi illeciti mediante raggiri, comportamenti scorretti o fraudolenti;  accettare e/o effettuare, per sé o per altri, pressioni, raccomandazioni o segnalazioni che possano arrecare pregiudizio alla Società o indebiti vantaggi per sé, per la Società o per terzi;  accettare e/o effettuare promesse e/o offerte indebite di denaro o altri benefici, salvo che questi ultimi siano di modico valore, non siano correlati a richieste di alcun genere e siano in linea con le procedure aziendali. Qualora il destinatario riceva da parte di un terzo un’offerta o una richiesta di benefici, salvo omaggi di uso commerciale o ritenuti di modico valore secondo le disposizioni aziendali, non accetta detta offerta, né aderisce a detta richiesta e ne informa immediatamente il proprio superiore gerarchico o il soggetto cui sia tenuto a riferire per le iniziative del caso.

PRINCIPIO 31 Rapporti con i clienti ed i partner

La Società si impegna a gestire i rapporti commerciali con i clienti e partner in modo equo, leale e professionale, nel rispetto delle norme in vigore, degli standard di qualità e servizio concordati nonché dei contratti in essere. Nel corso delle trattative commerciali, la Società fornisce informazioni chiare, accurate e veritiere e si assume l’impegno al diligente adempimento dei vincoli contrattuali stabiliti.

PRINCIPIO 32 Rapporti con i fornitori

Nei rapporti con i fornitori, la Società si ispira a principi di trasparenza, uguaglianza, lealtà, imparzialità, economicità e correttezza, evitando rapporti che possano generare indebiti vantaggi personali o conflitti di interesse.

5.8 PRINCIPI RELATIVI AGLI ILLECITI TRANSNAZIONALI ED AI DELITTI DI CRIMINALITA’ ORGANIZZATA

PRINCIPIO 33 Operazioni transnazionali e lotta alla criminalità organizzata

La Società condanna qualsiasi comportamento, sia dei soggetti che rivestono un ruolo apicale che subordinato, che possa anche solo indirettamente agevolare la realizzazione di fattispecie delittuose, aventi carattere nazionale o transnazionale, quali l’associazione per delinquere, e tra queste anche quella finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope, il riciclaggio di beni, denaro o altre utilità di provenienza illecita e l’intralcio alla giustizia; ovvero determinare possibili violazioni delle ulteriori disposizioni contro la criminalità organizzata di cui all’art. 24-ter del D.Lgs. 231/2001. A tal fine la Società si impegna ad attivare tutte le modalità di controllo preventivo e successivo necessarie allo scopo (separazione dei ruoli, tracciabilità delle operazioni, monitoraggio, ecc.). Altresì, la Società:  stabilisce che i rapporti d’affari devono essere intrattenuti esclusivamente con clienti, collaboratori, partners e fornitori di sicura reputazione, che svolgono attività commerciali lecite e i cui proventi derivano da fonti legittime. A tal fine sono previste regole e procedure che assicurano la corretta identificazione della clientela, e l’adeguata selezione e valutazione dei fornitori con cui collaborare.  adotta tutti i necessari strumenti di controllo affinché i centri decisionali interni alla Società agiscano e deliberino mediante regole codificate e tengano traccia del loro operato (i.e. verbali di riunione, meccanismi di reporting, etc.). In tal modo la Società si adopera al fine di scongiurare il verificarsi di fenomeni associativi di matrice interna finalizzati alla commissione di illeciti e che si avvalgano a tali fini dei mezzi, delle risorse e del patrimonio aziendale.

5.9 PRINCIPI RELATIVI ALLA TUTELA DELLA PROPRIETA’ INTELLETTUALE E DEL DIRITTO D’AUTORE

PRINCIPIO 34 Strumenti e segni di riconoscimento e tutela dei diritti d’autore

La Società salvaguarda i propri diritti di proprietà intellettuale, ivi compresi i diritti d’autore, brevetti, marchi e segni di riconoscimento, attenendosi alle politiche e alle procedure previste per la loro tutela e rispettando altresì la proprietà intellettuale altrui. E’ pertanto contraria alle politiche della Società la riproduzione non autorizzata di software, di documentazione o di altri materiali protetti da diritto d’autore. In particolare, la Società rispetta le restrizioni specificate negli accordi di licenza relativi alla produzione/distribuzione di prodotti di terzi, ovvero di quelli stipulati con i propri fornitori di software e vieta l’utilizzo o la riproduzione di software o di documentazione al di fuori di quanto consentito da ciascuno di detti accordi di licenza. La Società raccomanda a tutti i Destinatari di trattare con la massima cura la proprietà intellettuale ovvero ogni informazione riservata propria o altrui, al fine di evitare perdite, furti o danni. A tal fine, la Società pone in essere i propri migliori sforzi per attivare modalità di controllo ragionevoli, allo scopo di perseguire il rispetto della normativa sui diritti d’autore, in particolare nelle attività di gestione delle opere scientifiche e delle banche dati, nonché della tutela dei segni di riconoscimento, quali marchi e brevetti. A tal proposito, la Società: 1) stigmatizza l’utilizzo delle banche dati (estrazione, riproduzione dei dati, presentazione in pubblico, etc.) per fini diversi per cui le stesse sono state costituite e, comunque, contrari a quanto consentito dalla normativa sulla tutela del diritto d’autore; 2) nel curare e promuovere la redazione di pubblicazioni di carattere divulgativo in relazione alle applicazioni dei propri prodotti, richiede a tutti i Destinatari di acquisire le necessarie autorizzazioni e compiere le adeguate verifiche di correttezza prima di gestire materiale espressamente protetto da diritto d’autore. In particolare, la Società riconosce e promuove presso tutti i Destinatari l’obiettivo di fornire precise ed esaustive informazioni su prodotti e servizi, attenendosi a verità nelle comunicazioni in genere, in modo che il compratore possa assumere decisioni consapevoli e fermo restando il rispetto delle proprietà intellettuali valide delle altre società direttamente concorrenti. Nelle relazioni con i concorrenti, la Società condanna ogni comportamento che abbia lo scopo di impossessarsi di segreti commerciali, elenchi fornitori, o informazioni relative alle infrastrutture o ad altri aspetti dell’attività economica di terzi. La Società, infine, rispetta gli obblighi di confidenzialità, di cui sia a conoscenza, gravanti su dipendenti provenienti da società direttamente concorrenti e sul personale o sui clienti delle società direttamente concorrenti.

5.9 PRINCIPI IN MATERIA DI LOTTA AI DELITTI CONTRO L’INDUSTRIA E IL COMMERCIO

PRINCIPIO 35 Tutela dell’industria e del commercio

La Società ispira la propria condotta nei confronti dei concorrenti ai principi di lealtà e correttezza e, conseguentemente, stigmatizza qualsiasi comportamento che possa costituire impedimento o turbamento all’esercizio di un’impresa o di un commercio o che possa essere collegato alla commissione di uno dei delitti previsti dall’art. 25-bis 1 del D.Lgs. 231/2001 (Delitti contro l’industria e il commercio). In particolare, è fatto espresso divieto a tutti i Destinatari di:  adoperare violenza sulle cose ovvero utilizzare mezzi fraudolenti per ostacolare l’attività industriale o commerciale altrui;  porre in essere, nell’esercizio di un’attività industriale, commerciale o comunque produttiva, atti di concorrenza facendo ricorso alla violenza o alla minaccia;  perpetrare condotte idonee a cagionare nocumento alle industrie nazionali ponendo in vendita o comunque mettendo in circolazione, sui mercati nazionali o esteri, prodotti industriali con nomi, marchi o segni distintivi contraffatti o alterati;  consegnare all’acquirente, nell’ambito e/o nell’esercizio di un’attività commerciale o di uno spaccio aperto al pubblico, una cosa mobile per un’altra (aliud pro alio) ovvero una cosa mobile che per origine, provenienza, qualità o quantità è diversa rispetto a quella dichiarata o pattuita;  vendere o porre comunque in circolazione opere dell’ingegno o prodotti industriali recanti nomi, marchi o segni distintivi - nazionali o esteri - atti ad indurre in inganno il compratore sull’origine, provenienza o qualità delle opere stesse o del prodotto;  fabbricare o adoperare industrialmente oggetti o altri beni realizzati usurpando o violando il titolo di proprietà industriale, pur potendo conoscere dell’esistenza dello stesso, nonché cercare di trarre profitto dai beni di cui sopra introducendoli nel territorio dello Stato, detenendoli e/o ponendoli in vendita o mettendoli comunque in circolazione. La Società, altresì, si impegna a non porre in essere comportamenti illeciti, o comunque sleali, allo scopo di impossessarsi di segreti commerciali, elenchi fornitori, o informazioni relative alle infrastrutture o ad altri aspetti dell’attività economica di terzi. La Società, inoltre, non assume dipendenti provenienti da società concorrenti al fine di ottenere informazioni di carattere confidenziale, né induce il personale o i clienti delle società concorrenti a rivelare informazioni che essi non possono divulgare.

5.10 PRINCIPI RELATIVI ALLA TUTELA DELLA VERIDICITA’ DELLE DICHIARAZIONI NEI CONFRONTI DELL’AUTORITA’ GIUDIZIARIA

PRINCIPIO 36 Tutela della veridicità delle dichiarazioni

E’ fatto assoluto divieto di assumere nei confronti del soggetto chiamato a rendere dichiarazioni davanti all’Autorità Giudiziaria, nell’ambito di un procedimento penale, comportamenti volti a condizionarlo od influenzarlo nell’ambito della sua dichiarazione; è pertanto richiesto a tutte le funzioni aziendali che interagiscono con il soggetto, in ragione dello svolgimento delle attività lavorative, di non assumere comportamenti che potrebbero risultare condizionanti per il soggetto (ad es.: decisioni sulla valutazione delle performance o sull’elargizione di premi, ovvero sulla comminazione di sanzioni disciplinari, etc.), al fine di salvaguardare il principio d’indipendenza ed autonomia del medesimo nell’esprimersi davanti all’Autorità Giudiziaria. Altresì, la Società:  ribadisce l’assoluta autonomia del soggetto chiamato a rendere dichiarazioni all’Autorità Giudiziaria nella scelta del legale di sua fiducia;  pone l’obbligo al soggetto di comunicare tempestivamente alla Società la convocazione ricevuta da parte dell’Autorità Giudiziaria e gli eventuali sviluppi successivi del procedimento cui lo stesso è coinvolto in qualità di soggetto indagato, al fine di permettere alla Società stessa di prendere gli opportuni provvedimenti volti ad assicurare l’indipendenza e autonomia del soggetto medesimo e di tutelare al tempo stesso la Società da potenziali rischi in termini di responsabilità amministrativa degli enti;  stabilisce l’assoluto divieto nei confronti di tutto il personale, a qualsiasi livello della struttura aziendale, di assumere comportamenti discriminatori e/o di ritorsione nei confronti del soggetto a seguito delle dichiarazioni dallo stesso rese all’Autorità Giudiziaria.

5.11 PRINCIPI RELATIVI ALLA SALVAGUARDIA DELL’AMBIENTE

PRINCIPIO 37

La Società si impegna a rispettare tutte le normative relative alla salvaguardia dell'ambiente. A tale scopo, orienta le proprie scelte in modo da garantire la compatibilità tra iniziativa economica ed esigenze ambientali, nel rispetto della normativa vigente. La Società si impegna dunque a limitare l'impatto ambientale delle proprie attività, nonché a prevenire i rischi per le popolazioni e per l'ambiente. In particolare, si impegna al raggiungimento dei seguenti obiettivi:  assicurare che tutto il personale sia sensibilizzato negli impegni ambientali e di sicurezza e che sia istruito e formato ad adottate comportamenti coerenti con tali impegni;  assicurare l’adozione di corretti comportamenti ambientali da parte dei fornitori e delle imprese che operano per conto della Società;  considerare le tematiche ambientali in tutte le principali operazioni di business della Società;  definire un meccanismo di segnalazione a disposizione di tutto il personale, utile a segnalare immediatamente ogni violazione, anche solo sospetta, del Codice e delle policy della Società ai dirigenti competenti. Laddove, ai fini dell’assolvimento degli adempimenti in materia di tutela ambientale, sia necessario ricorrere all’intervento di soggetti autorizzati (i.e. smaltitori, trasportatori, etc.), questi ultimi devono essere scelti tra quelli in possesso dei più alti requisiti di affidabilità, professionalità ed eticità.

6 ORGANI E MECCANISMI DI CONTROLLO

6.1 L’ORGANISMO DI VIGILANZA

L’Organismo di Vigilanza è deputato al controllo ed all’aggiornamento del Modello organizzativo e di gestione e del Codice Etico, adottato ai sensi del D. Lgs. 231/2001. L’Organismo di Vigilanza nell’esercizio delle proprie funzioni avrà libero accesso ai dati ed alle informazioni aziendali utili allo svolgimento delle proprie attività. Gli Organi sociali ed i loro componenti, i dipendenti, i consulenti, gli agenti, i collaboratori ed i terzi che agiscono per conto della Società, sono tenuti a prestare la massima collaborazione nel favorire lo svolgimento delle funzioni dell’Organismo di Vigilanza.

6.2 LE SANZIONI

L’inosservanza dei principi contenuti nel presente Codice potrà comportare l’applicazione delle misure sanzionatorie contenute nel Sistema Disciplinare aziendale nei limiti ed in base alle specifiche modalità ivi previste. La gravità dell’infrazione sarà valutata sulla base delle seguenti circostanze: - i tempi e le modalità concrete di realizzazione dell’infrazione; - la presenza e l’intensità dell’elemento intenzionale; - l’entità del danno o del pericolo come conseguenza dell’infrazione per la Società e per tutti i dipendenti ed i portatori di interesse della Società stessa; - la prevedibilità delle conseguenze; - le circostanze nelle quali l’infrazione ha avuto luogo. La recidiva costituisce un’aggravante ed importa l’applicazione di una sanzione più grave.

7 IL CODICE NELL’AZIENDA

7.1 CONOSCENZA

Il presente Codice è portato a conoscenza degli Organi sociali e dei loro componenti, dei dipendenti, dei consulenti, collaboratori e di qualsiasi altro soggetto terzo che possa agire per conto della Società. Tutti i citati soggetti sono tenuti ad apprenderne i contenuti ed a rispettarne i precetti. Eventuali dubbi applicativi connessi al presente Codice devono essere tempestivamente sottoposti e discussi con l’Organismo di Vigilanza.

7.2 REPORTING INTERNO

Chiunque venga a conoscenza di violazioni ai principi del presente Codice e/o alle procedure operative che compongono il Modello o di altri eventi suscettibili di alterarne la valenza e l’efficacia, è tenuto a segnalarle prontamente all’Organismo di Vigilanza.

7.3 CONFLITTO CON IL CODICE

Nel caso in cui anche una sola delle disposizioni del presente Codice Etico dovesse entrare in conflitto con disposizioni previste nei regolamenti interni o nelle procedure, il Codice prevarrà su qualsiasi di queste disposizioni.

7.4 MODIFICHE AL CODICE

Qualsiasi modifica e/o integrazione al presente Codice dovrà essere apportata e approvata con le stesse modalità adottate per la sua approvazione iniziale.

8 GLOSSARIO

“Il Decreto”: il Decreto Legislativo 8 giugno 2001, n. 231 recante la disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità, a norma dell’articolo 11 della legge 29 settembre 2000, n. 300.
“Il Modello di organizzazione e di gestione” (o anche il “Modello”): L’insieme delle procedure e degli strumenti che la Società ha adottato nella propria organizzazione aziendale, ragionevolmente idonei ad assicurare la prevenzione dei reati di cui al Decreto.
“La Società”: Sipafer S.p.A., con sede in Torrenova (ME), Contrada Pietra di Roma
“Il Codice”: il Codice Etico;
“P.A.”: la Pubblica Amministrazione, i Pubblici Ufficiali ed Incaricati di Pubblico Servizio, italiani ed esteri, intesi nell’accezione più ampia;
“Pubblico ufficiale”: il soggetto che esercita una pubblica funzione legislativa, giudiziaria o amministrativa. E’ pubblica la funzione amministrativa disciplinata da norme di diritto pubblico e da atti autoritativi e caratterizzata dalla formazione della volontà della PA per mezzo di poteri autoritativi o certificativi;
“Incaricato di pubblico servizio”: coloro i quali, a qualunque titolo, svolgono un pubblico servizio, cioè, un’attività disciplinata allo stesso modo della pubblica funzione, ma senza l’esercizio di poteri autoritativi o certificativi;
“Pubblici Ufficiali stranieri”: ogni soggetto che svolga una funzione legislativa, giudiziaria o amministrativa per conto dello Stato a cui appartiene o che sia ritenuto “Pubblico Ufficiale” secondo le regole dell’ordinamento a cui appartiene (ad es.: agenti o dipendenti di uno Stato straniero, soggetti appartenenti ad un’organizzazione internazionale);
“Sistema disciplinare interno”: la descrizione delle mancanze rilevanti sotto il profilo disciplinare, con le relative sanzioni;
OdV o Organismo: l’Organismo di Vigilanza ex D.Lgs. n. 231/2001 nominato dal CdA di Sipafer S.p.A.;
DESTINATARI: tutti coloro che agiscono, operano e collaborano a qualsiasi titolo con Sipafer S.p.A. (dipendenti, consulenti, fornitori e terzi in genere) e che si trovano a dover affrontare situazioni che richiedono l‘adozione di comportamenti rilevanti sotto diversi profili, tra i quali, i più importanti, quello etico e quello legale.

DOWNLOAD DOCUMENTI

Scarica il codice etico in PDF
Scarica il documento di approvazione del modello 231

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